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martedì 29 settembre 2009

Il divorzio rovina i figli



Non riesco davvero a risolvere un dubbio che mi assilla: l'attuale Papa è affetto dai mali della senilità o è decisamente in malafede?
Leggiamo innanzitutto quello che dice Benedetto XVI (fonte Corriere.it)

Il divorzio, la convivenza e le famiglie allargate rovinano la vita di molti bambini, spesso «privati dell'appoggio dei genitori, vittime del malessere e dell'abbandono, e che si sentono orfani non perché figli senza genitori, ma perché figli che ne hanno troppi
 E ancora
La Chiesa non può restare indifferente davanti alla separazione dei coniugi e ai divorzi , davanti alla rovina delle famiglie, e dalle conseguenze create nei figli dal divorzio. Questi, per essere istruiti ed educati, hanno bisogno di riferimenti estremamente precisi e concreti, di genitori determinati e certi che in modo diverso concorrano alla loro educazione. Ora, è proprio questo principio che la pratica del divorzio sta minando e compromettendo con la cosiddetta famiglia allargata e mobile, che moltiplica i padri e le madri. Questa situazione, come l'inevitabile interferenza e intreccio di relazioni non può non generare conflitti e confusioni interne, contribuendo a crescere e imprimere nei figli una tipologie alterata di famiglia, assimilabile in qualche modo proprio alla convivenza, a causa della sua precarietà

Mi sia perdonato il tono provocatorio con il quale ho esordito, ma affermazioni come queste, meritano un'analisi un poco più approfondita.
Che la convivenza rovini i figli è una bestialità, una cosa totalmente priva di senso. Non vi è nulla di differente se non un certificato, tra una coppia regolarmente sposata e una convivente e, di certo, i figli non richiedono il certificato di matrimonio per decidere se aderire alla forma di istruzione proposta dai genitori. Relativamente al divorzio la cosa sembrerebbe invece ovvia, i figli di divorziati sicuramente provano un malessere, senonchè non bisogna dimenticare che il divorzio è la conseguenza di una rottura irreparabile nel rapporto di coppia, non la causa.
Si potrebbe peraltro ribattere, a tali discorsi, ricordando la leggerezza con cui molte coppie cattoliche decidono di contrarre matrimonio, di generare prole, per lasciarsi nel giro di pochi anni alla prima difficoltà e, magari, ci si potrebbe chiedere quale sia, visto i risultati,  il senso dei corsi prematrimoniali.


Altra argomentazione potrebbe essere come mai, in una presunta società cattolica, quale parrebbe essere quella del Bel Paese, in palese contrasto con quanto chiesto e richiesto dal clero, le separazioni e i divorzi vadano aumentando di continuo: sembrerebbe addirittura che il divorzio sia un problema tutto cattolico (!).

Mi chiedo, invece, che tipo di vita e di educazione possa passare ai figli una famiglia in cui i genitori sono infelici ed in perenne contrasto (magari proprio sul sistema educativo!), sebbene ligi ai dettami papali e dunque in perenne convivenza forzata.
Ora, che il problema ci sia è indubbio, come sarebbe auspicabile che i divorzi e ancor più le cause che portano ai divorzi, improvvisamente, scomparissero, tuttavia la cosa mi pare, per usare un eufemismo, assai improbabile.
Anzi, diciamo che è decisamente impossibile ed è qui il punto: nel fango dell'impossibile la religione allegramente sguazza.

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